Travi
Domanda fiacca, le acciaierie tentano di tenere sui prezzi
Dopo un incoraggiante inizio di settembre, nel settore delle travi si è tornati a far fronte ad una domanda non soddisfacente. Lo hanno detto a Siderweb alcuni operatori del comparto.
Al momento il consumo finale rimane frenato ed anche il consumo apparente, complice il rallentamento del rottame e l’assenza di spinte a rimpolpare i magazzini, rimane su livelli bassi. A ciò si sommano le difficoltà nella riscossione dei pagamenti e l’incognita legata ai fallimenti di alcuni consumatori di piccole dimensioni, che contribuiscono a rendere più cupo il quadro d’insieme. In questa situazione, comunque, le acciaierie stanno cercando di tenere sul fronte dei prezzi: nelle ultime settimane le quotazioni sono rimaste sostanzialmente invariate a circa 170-180 euro la tonnellata.
Per il prossimo futuro gli operatori contattati da Siderweb hanno previsto che, a meno di un miglioramento della domanda, i prezzi si manterranno tra lo stabile ed un contenuto ribasso.
Laminati Mercantili
Prezzi in calo nelle ultime due settimane
Come per le travi, anche nel comparto dei laminati mercantili si soffre per il basso livello della domanda. Lo hanno detto a Siderweb alcuni operatori del comparto.
A differenza delle “cugine” travi, però, i laminati mercantili hanno subito maggiormente l’influsso negativo della mancanza di domanda, con i prezzi che hanno lasciato sul terreno una decina di euro la tonnellata nelle ultime due settimane.
Per il prossimo futuro le attese sono per un proseguimento del trend con quotazioni, a meno di un’improvvisa fiammata della domanda o dei prezzi del rottame, tra lo stabile ed il ribasso.
Lamiere da treno
Già esaurita la spinta del ritorno dal break estivo
Continua a persistere il momento di difficoltà del comparto delle lamiere da treno. L’aumento dei prezzi verificatosi all’inizio di settembre aveva lasciato un certo spazio all’ottimismo tra gli operatori, tuttavia nel corso del mese le quotazioni hanno iniziato a subire una progressiva erosione, vanificando in sostanza quanto ottenuto al rientro dalla pausa estiva. Secondo gli operatori il nocciolo della debolezza del comparto risiede nel persistere di una domanda a livelli minimi: la richiesta da parte di settori come movimento terra e sollevamento resta infatti molto scarna. A questo si aggiunge il sovradimensionamento dell’offerta rispetto alle reali esigenze del mercato, col risultato di un comparto in particolare affanno.
Cercando di guardare al futuro, gli operatori non mostrano maggiore ottimismo. In pochi si sbilanciano nel fare previsioni. Qualcuno guarda a novembre sperando in un po’ di movimento dettato dalla ricostituzione delle scorte, ma la maggioranza mostra poca fiducia sia nell’immediato, sia per ciò che li aspetta nel 2010.
Rottame
L’attuale situazione e le previsioni nel focus Siderweb
Cosa sta succedendo nel comparto del rottame? Quali sono le attese per le prossime settimane? Questi sono stati gli interrogativi a cui hanno risposto Ruggero Alocci (Alocci Rappresentanze Industriali), Roberto Bersi (Bicomet), Elena Magri (Ori Martin), Cesare Pasini (Feralpi) e Massimo Verardi (Roda Metalli), intervenuti al focus organizzato da Siderweb.
Settembre – Il mese di settembre, per il comparto del rottame, è stato caratterizzato da due trend distinti. Ad inizio mese i prezzi della materia prima hanno subito un deciso aumento, nell’ordine dei 30 euro la tonnellata, a causa dell’influsso dei mercati esteri e della necessità da parte delle acciaierie di rimpolpare i propri parchi rottame. La fiammata, però, è durata lo spazio di qualche giorno e, a partire dalla metà del mese, è iniziata una diminuzione delle quotazioni che ha eroso gran parte degli aumenti ottenuti in precedenza. I prezzi di fine settembre, comunque, si sono attestati ad un livello superiore rispetto a quelli di fine agosto.
Ottobre – Secondo gli intervenuti al focus, il mercato del rottame ad ottobre non dovrebbe far registrare scostamenti di rilievo rispetto a quello della seconda parte di settembre. Il basso livello della produzione siderurgica, conseguenza diretta degli affanni che stanno attanagliando i lunghi sia sul mercato interno sia all’export, non dovrebbe infatti assicurare la spinta necessaria per un aumento di volumi e prezzi. Le previsioni, quindi, sono per quotazioni tra lo stabile ed un lieve ribasso. Per ciò che concerne i mercati europei limitrofi (Francia e Germania), si segnala un probabile calo dei prezzi compreso tra i 15 ed i 30 euro la tonnellata.
Italia: situazione strutturale – Al di là dell’andamento del mercato, durante il focus l’attenzione degli intervenuti è stata calamitata anche da alcuni aspetti che stanno caratterizzando il comparto negli ultimi mesi. Il primo è quello della capacità di lavorazione del rottame da parte dei commercianti. Parallelamente alle acciaierie, che in questi mesi stanno facendo fronte ad una capacità produttiva superiore alle esigenze di mercato, anche i rottamai negli ultimi anni hanno installato molti macchinari per la lavorazione della materia prima e l’offerta di questi operatori oggi è superiore alla domanda. E questa situazione appare aggravata dal livello di attività del comparto siderurgico, che viaggia su livelli dimezzati rispetto al 2008.
Un altro aspetto di primaria importanza è quello finanziario, soprattutto per i player che forniscono le fonderie. Dato il difficile momento per le imprese del comparto, alcuni commercianti si sono detti preoccupati per la tenuta finanziaria del settore nei prossimi mesi.
Infine da tutti i partecipanti è stato rilevato che attualmente si continua a vivere in un mercato “sottile”, nel quale la sensibilità degli operatori è al massimo e nel quale una carenza o un eccesso di disponibilità di quantità ridotte hanno il potere di influenzare in maniera non indifferente i prezzi.