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Analisi di mercato - Travi, laminati mercantili, lamiere da treno e rottame
Travi

Continua a stentare la domanda

Rimane debole la domanda di travi sul mercato italiano. Secondo quanto detto da alcuni operatori a Siderweb il consumo è basso e la concorrenza si sta accentuando, anche tra aziende a diversi livelli della filiera.
Dopo l’exploit di inizio settembre i magazzini ed i centri di servizio riferiscono di un rallentamento della domanda, ritornata ai livelli di primavera-estate. Questo andamento ha provocato un incremento della concorrenza, soprattutto per le commesse di un certo peso, sia tra i distributori sia tra le acciaierie ed il commercio. A livello di prezzo, però, al momento le travi dimostrano una tenuta maggiore rispetto ai laminati mercantili (anche perché hanno subito un incremento minore tra luglio e settembre), con le acciaierie che stanno mostrando maggior rigidità.
Per le prossime settimane le attese non sono ottimistiche: se la domanda non riprenderà quota pare probabile un’erosione, anche se lieve, delle quotazioni.


Laminati Mercantili

Mercato apparente debole. Confusione sul versante prezzi

Il comparto dei laminati mercantili si muove in acque agitate. Lo ha appreso Siderweb intervistando alcuni operatori del settore, che hanno sottolineato la presenza di due problemi: la confusione sul versante dei prezzi ed il basso livello della domanda.
L’incertezza nelle quotazioni si è generata una decina di giorni fa, quando Beltrame ha annunciato la decisione di invertire le basi: la seconda sarebbe diventata la prima e viceversa. Questa mossa non è però stata seguita dagli altri produttori, che si sono comportati in modo diverso. Alcuni, infatti, hanno scelto di tornare alla base unica tenendo come riferimento la prima base, altri sono passati alla base unica scegliendo la seconda base come riferimento mentre altri ancora, infine, non hanno cambiato atteggiamento. Il risultato è stata una crescente confusione, con un’oggettiva difficoltà per gli operatori nell’individuare il prezzo di riferimento. Ciò si è riflesso anche sulla domanda apparente: i magazzini ed i centri di servizio, infatti, stanno alla finestra in attesa che si diradino le nubi e ordinano il minimo indispensabile.
Anche la domanda reale non brilla e le quotazioni fanno registrare un lieve passo indietro.
Per le prossime settimane gli operatori credono che la situazione continuerà sulla falsariga di quella odierna per ciò che concerne il consumo, mentre si aspettano un chiarimento sulla questione prezzi.


Lamiere da treno

L'andamento del mercato secondo gli intervenuti al focus

Il mercato delle lamiere da treno almeno per il momento punta verso una sostanziale stabilità, anche se il prezzo attuale potrebbe subire ancora qualche leggera riduzione entro la fine dell’anno. Questi in sintesi i punti nodali toccati durante il focus organizzato da Siderweb.
Dai vari interventi è emerso come la perdita media del settore per il 2009 si sia assestata tra il 40% ed il 45% dei volumi, arrivando ad un sostanziale punto di assestamento oltre al quale la crisi secondo gli interlocutori rischierebbe di diventare irreversibile.
Durante l’analisi dei movimenti di prezzo subiti dal prodotto negli ultimi mesi, spicca l’incremento di valore dovuto all’euforia legata coils a caldo nella parte finale di luglio e nei primi giorni di settembre. Un aumento che ha visto crescere di almeno 50 o 60 euro la tonnellata il prezzo, senza che questo venisse dettato da una crescita degli ordini, ma solo per la rincorsa alla tendenza dei coils. Incremento che in parte si è già ridimensionato ma che secondo i presenti potrebbe subire ancora qualche aggiustamento entro la fine dell’anno.
Lo scambio di ordini del settore registra però una sostanziale stabilità dopo la stangata del 2008, una tendenza che dovrebbe mantenersi anche per il 2010 alla luce anche della mancanza di «aggressioni» al settore da parte della Cina, che al momento non sembra aver manifestato particolare interesse al settore delle lamiere da treno. Maggior competitività potrebbe invece venire da Russia e Ucraina, più interessate ad ampliare la propria presenza nel mercato europeo.
Sul piano globale qualche problematica viene creata anche dall’attuale debolezza del dollaro rispetto all’euro che non favorisce le esportazioni. I presenti si sono detti concordi con le previsioni di Eurofer sulla ripresa della domanda reale nel 2011.
29-10-2009
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