Di Pascasio (Presider) - «Non scorgo segnali di ripresa a breve. Per un cambio di rotta dovremo attendere almeno un paio d'anni»

«Aziende piccole problemi piccoli, aziende medie problemi medi, aziende grandi problemi grandi». Questa la risposta del Cavaliere del Lavoro Donato Lombardi, presidente di Presider, alla nostra domanda sull’attuale situazione del comparto siderurgico. Nonostante il forte rallentamento del mercato però, «Presider ha reagito bene alla crisi – ha continuato il Cav. Lombardi – e, come in tanti anni di attività, anche adesso non ha usufruito nemmeno per un giorno della cassa integrazione». Un’azienda sana quindi che, razionalizzando il lavoro e riducendo i costi, ha saputo rispondere positivamente al periodo di difficoltà che l’intero comparto sta vivendo.
Attualmente «nonostante la penuria di ordini abbiamo un carico di lavoro che ci permette di lavorare su due turni – ha affermato Francesco Di Pascasio, direttore commerciale di Presider -. Inoltre, tra luglio e settembre siamo stati fortemente impegnati nei lavori di ricostruzione de L’Aquila, vista la nostra vicinanza geografica. Abbiamo infatti lavorato sette giorni su sette per poter fornire alle aziende costruttrici di alloggi ed edifici le travi necessarie alla ricostruzione».
Per quanto riguarda il futuro, «non vedo però segni di ripresa – ha continuato -. Nella prossima primavera potremmo assistere ad un leggero miglioramento ma di sicuro non ci sarà un deciso cambio di rotta».
Quali le maggiori criticità del futuro? «Per i nostri clienti finali, le carpenterie, il lavoro è decisamente rallentato e sarà così per il prossimo biennio – ha spiegato Di Pascasio - Questo fattore ha inevitabili ripercussioni sulla loro capacità finanziaria già da ora. Di conseguenza rischieremo di fare da finanziatori di alcuni clienti. Dovremo, pertanto, selezionare i rischi con maggior cura in quanto le assicurazioni del credito non ci danno più una mano».
Guardando al comparto italiano, «ad oggi le dimensioni di molte aziende non sono più giustificate dai volumi di lavoro che il settore offre e certe strutture dei costi non sono più sostenibili – ha detto il direttore commerciale di Presider -. Per il prossimo futuro non credo che ci sarà una selezione di aziende sul mercato, ma penso che, essendo principalmente realtà famigliari, è più probabile che un imprenditore ricorra a risorse proprie accumulate in questo ultimo lustro di crescita». «Quando si paleserà la ripresa chi avrà più “fiato” potrà ripartire mentre gli altri rimarranno “ridimensionati”».
E Presider? «Punteremo come sempre sul servizio alla carpenteria metallica e sulla disponibilità del materiale dal pronto distinguendoci da quei concorrenti impropri, affacciatisi sul mercato in questi ultimi anni, che conservano una mentalità puramente commerciale anche per il prodotto lavorato, che necessita invece di un approccio industriale – ha concluso Di Pascasio -. Crediamo comunque che sia importante continuare ad investire sul rinnovamento tecnologico dei macchinari e sull’ampliamento della gamma dei servizi offerti».
«Soprattutto – chiosa il Cav. Lombardi – passata la bufera sarà necessario, dopo i momenti di forza creativa e quelli del privilegio, tornare ai primi con il duro lavoro».